Storia della Vogalonga

Era il 1974 quando un gruppo di amici veneziani decise di creare una manifestazione contro il degrado lagunare ed il moto ondoso, in segno di protesta contro la sempre più crescente “motorizzazione”: fu così che nacque la Vogalonga.

C’era una volta “un gruppo sparuto di veneziani“, così definì i creatori della Vogalonga il giornalista Sandro Meccoli, sulle pagine del Corriere della Sera “che, stanchi di ciacolar e di sentir ciacolar sulle sorti della città e della laguna, hanno richiamato i cittadini alle armi, ovvero all’arma di sempre, il remo”.
I protagonisti di questa storia sono Lauro Bergamo, l’allora direttore de Il Gazzettino, Toni e Giuseppe Rosa Salva appassionati di voga alla veneta, noti per il loro impegno a difesa di Venezia.
Durante una piccola regata fra amici arrivò l’idea e la forza di quest’ultima, ma soprattutto quella dei principi che la sostengono, ha permesso alla Vogalonga di diventare ciò che è ora: una manifestazione conosciuta in tutto il mondo.

Questo senza l’aiuto di finanziamenti o sovvenzioni pubbliche: il motore più grande per questa manifestazione è stato l’entusiasmo dei suoi fondatori e dei suoi sostenitori.
Il successo della manifestazione ha fatto rifiorire l’artigianato dei maestri d’ascia, che sembrava destinato a scomparire. Le crescenti richieste di riparazione di barche in legno, remi, forcole e quant’altro hanno letteralmente salvato un mestiere antichissimo.

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